“Un giorno, bevendo un vino, ho pianto. Era l’inverno del 1999, con due amici sedevo in un
bistrot di Parigi. Non ero malinconico, né particolarmente emozionato. Chiaccheravamo di vino
e di vita, fra i grandi scaffali di legno scuro che facevano da pareti del minuscolo locale, e
provavamo a difenderci dallo spiffero di freddo che si insinuava dalla porta. Ordinammo una
bottiglia, che ci fu portata aperta. Toccò a me annusare, assaggiare, ascoltare quel vino. Lo
feci, e subito fui colpito da una sensazione strana, inquietante, profonda. Lo feci ancora, e
non volevo crederci. Al terzo assaggio mi assalì la commozione e piansi. Piansi a lungo,
sorridendo.”
da “Il Romanzo del Vino” di Roberto Cipresso